E alzò le spalle con indifferenza così assoluta che il principe tacque.
— Voi non amerete mai, Loris? gli domandò dopo una pausa.
— Come mai pensate sempre all'amore, non avendo nemmeno il coraggio di usare di vostra moglie? Perchè non andate questa notte stessa da lei, se tutta la vostra vita è sospesa al filo di questa speranza?
Il principe si fece triste.
— Ecco quello che voi non potete capire.
Ma Loris si era alzato:
— Lo so, voi amate quella donna; prendetela dunque. Vi resisterà, ne morrà, voi credete, io non lo credo; e quand'anche morisse? Potrete morire con lei, poichè non sapete viverne senza, ma almeno vi sarete cavato questa voglia, che vi consuma. Invece non l'osate, vorreste essere amato. A che pro? Avreste di più in questo caso?
— Come siete forte! esclamò il principe.
Poi Loris si rimise ancora a parlare di rivoluzione, e non lo lasciò che un'ora dopo mezzanotte.
Appena entrò nella propria camera, vi rimase in piedi dieci minuti guardando fissamente la candela.