Quindi prosegui:

— Io vi ho amato dopo; prima, me ne sono accorta, non era amore. Ma dopo eravate dentro di me. Non ho nemmeno tentato di reagire: avrei potuto dimenticare anche attraverso la malattia il marchio, che mi avevate impresso, ma non smuovervi di mezzo al cuore. La mia vita si svolgeva intorno a voi. Ero sicura che ci saremmo ritrovati. Chi siete ora? Non lo so.... siete qui dinanzi a me, come vi ho sempre visto nel mio avvenire, ai miei ginocchi, voi, davanti ai quale io non sono nulla.

Loris infatti era scivolato involontariamente ai suoi piedi; Tatiana gli buttò le braccia al collo.

— Voi mi amate, Loris: era impossibile che Dio vi permettesse di non amarmi dopo quello, che tentaste contro di lui. La sua giustizia è sempre migliore dei nostri cuori, che s'ingannano spesso senza mentire. Ora sono felice.

Queste ultime parole passarono sulla bocca di Loris come un effluvio. Cinse Tatiana colle braccia e, sollevandola robustamente come una bambina, la portò sul letto. La vasta camera restava in una penombra misteriosa, rischiarata appena dalla candela del tavolo, sul quale Tatiana aveva deposto il giornale. Il letto bianco sembrava anche più grande.

Tatiana vi si adagiò confidenzialmente sugli origlieri, tenendo sempre per mano Loris, che si era seduto sulla coperta coi piedi sul tappeto.

Ella pareva in una calma così stravagante, quasi di moglie col marito dopo una lunga abitudine di amore, che egli stesso ne subiva l'irresistibile ascendente.

Poi Tatiana chiuse gli occhi nella felicità di quel sogno; al suo tenue respiro si sarebbe creduto che dormisse.

A Loris parve di vaneggiare. Quella beatitudine appassionata ed innocente, della quale non aveva nemmeno mai sospettato la possibilità, lo rigenerava. Tatiana era la prima donna, che incontrava nella vita; tutte le altre non erano state che femmine. Allora un lampo sinistro lo abbarbagliò, e pensò al principe, che adorava Tatiana con una passione inesprimibile a tutte le parole; quell'uomo era un altro Topine, il secondo mostro del loro dramma, nel quale egli si spezzerebbe. La mano della morte gli strinse il cuore così violentemente, che Tatiana, desta da quel soprassalto, aperse gli occhi, e si sollevò sulle reni per interrogarlo.

— Come sei bello, mio Loris! esclamò, accarezzandogli il volto come ad un bambino. Adesso vattene: ho bisogno di riposarmi per questa felicità. Non ne voglio morire.