Si levò, ma la sua fronte ridivenne minacciosa.
— Hai voluto che ti ami.... e sarà forse la legge comune! ma bada di non avere voluto troppo. Al di sotto di questo amore, che ubbriaca tutti, uomini ed animali, vi è un'altra legge, che sospinge le migliaia delle generazioni ad una meta oscura, lasciando loro appena il tempo necessario a riprodursi. Quella è la legge vera, che crea i popoli e li distrugge a pro di una civiltà sempre più alta. In quella legge non si ama, perchè ogni progresso si è ottenuto solo colla morte. Io volevo essere l'uomo di quella legge: avevo raccolto tutti i dolori, mi ero nutrito col sangue di tutte le piaghe. Tu hai voluto che io ami.
— Ma io ti amo, Loris.
— Il tuo amore non è che un riverbero di neve, che si squaglia nel sole: domani non amerai più.
Ella si nascose il viso fra le mani.
— Tu non puoi nemmeno comprendere tutta l'ironia della tua vittoria di donna.
— Se tu non sei nichilista, vorresti però fare una rivoluzione: io posseggo tre milioni di rubli, prendili. Adesso non hai più il diritto di ricusarmi. Poi saltandogli al collo dalla gioia esclamò: l'ho trovata, l'ho trovata!
Così barcollando caddero sul letto. Tatiana aveva l'occhio morente, Loris la baciava sul collo; ella lo teneva stretto con tutte le forze senza lasciargli modo di muoversi, e parlandogli all'orecchio.
— Se no, no, mormorò Tatiana, alzando leggermente la voce.
Egli le rispose con una stretta più convulsa, ma rivolgendo istintivamente il capo verso l'uscio, diede un balzo irresistibile.