— Finora siete andati a predicare nel popolo: io lo conosco tutto, seguitò Loris con superbia, esso non vi ha creduto. Siccome eravate per lui scienziati borghesi, vi ha sospettato imbroglioni: il popolo è ancora per lo Czar. Dovevate sedurre l'esercito. Volete fare una guerra senz'armi? Avete voluto uccidere uno czar, ma il suo cadavere ve ne costa parecchie centinaia. È stato un duello ridicolo.
A questa violenza tutti protestarono.
— Ridicola Sofia Perowskaia! esclamò Kriloff.
— Anche lei. Che importa il valore personale in una rivoluzione, che solo l'idea e il metodo possono far trionfare?
Orchanski era diventato rosso dalla collera.
— Chi siete voi per permettervi tali ingiurie sull'unica gloria rimasta alla Russia?
Loris sogghignò, l'altro rispose concitato:
— Non vi conosco.
— Io invece potrei sospettarvi.
Li separarono. Orchanski predicava sempre, gli altri tornavano ad infiammarsi. Quando furono presso la città, siccome Loris accennava a separarsi, gliene chiesero il perchè. Egli si limitò ad alzare le spalle. Orchanski, che non aveva ancora digerito la prima ingiuria, intervenne daccapo. Questa volta Loris si mantenne più calmo.