— Ogni vittoria è maschile. Se avessimo ucciso lo Czar, ne avreste rivelato il segreto a vostra moglie per ingigantirvi nella sua fantasia; non è vero? Ebbene, ella vi avrebbe invece creduto un vile assassino, e vi avrebbe denunciato.
— Voi non conoscete l'alterezza del suo carattere.
Il principe si era alzato nervosamente guardando Loris. Tutta la segreta ambizione della sua vita si era infranta nella volontà di quel giovane, che sembrava sfuggire alle crudeli necessità delle passioni, nelle quali si consumano le anime più forti.
— Ella vi subirà, mormorò il principe.
Loris aspettò.
— A voi non sfuggirà quello che le manchi. Lasciate che mi confessi con voi, seguitò con voce quasi umile, voi siete qui il mio superiore, l'unico uomo, al quale possa dire un segreto, di cui tutti riderebbero. Voi, che non amate e non volete essere amato, potrete facilmente scoprire nell'imbroglio di una passione il suo segreto micidiale, come un medico legge fra i sintomi di una malattia quale ne sia la causa.
— E quando pure lo indovinassi?
— Mi aiuterete. Io sono vecchio, anche più di quanto lo sembri. Vi farò entrare nel Comitato Esecutivo, del quale v'impadronirete in pochi giorni, mentre io non vi sono riuscito in cinque anni. Avete ragione: la politica non sopporta altre passioni, bisogna amarla per sè stessa rinunciando a tutto per mettersi al disopra di tutti. Io non lo posso; sento che per Tatiana sarei pronto a dimenticare tutto. Vedete; da che sono ritornato, non mi riconosco più lo stesso uomo. Quando poco fa la stringevo svenuta fra le braccia, mi è sembrato per un momento che morisse, e ho provato l'angoscia del vuoto eterno.
— Non odiate più nemmeno lo Czar?
Gli occhi del principe rifiammeggiarono.