VII.

Invece era fuggito da Roma.

Ma a Bologna tutto era più triste. L'accoglienza festosa delle due donne, alle quali la sua assenza aveva tolto ogni occupazione, gli parve di una volgarità fastidiosa; dalla casa freddamente pulita e colle persiane rimaste chiuse in tutto quel tempo, perchè la polvere della strada e il sole non ne sciupassero i mobili, gli veniva una sensazione di scoraggiamento.

Invece di rispondere a tutte le loro dimande si chiuse nello studio. Allora Margherita e Tonina si consultarono: evidentemente il professore stava male. Il suo volto sparuto per la fatica del viaggio, nel quale non gli era riuscito di chiudere un occhio, aveva quei toni plumbei, che paiono sempre i segni di una malattia; la sua voce era velata, il gesto stanco. Margherita fu la prima a notare che il professore aveva evitato di rispondere alle sue interrogazioni su Bice, ma non seppe lì per lì indurne altro; tornò nella camera di lui a sprimacciare nuovamente il letto, vi diè aria, rassettò tutto, ed entrò coraggiosamente nello studio. De Nittis sprofondato nel vecchio seggiolone, colla testa fra le mani, sembrava assorto in una cupa meditazione: che cosa era dunque accaduto? In tanti anni non l'aveva mai visto così. Lentamente sulle punta dei piedi, uscì per dire a Tonina di preparare al più presto una buona tazza di brodo.

—Sta male?—chiese Tonina, guardandola coi piccoli occhi bianchi agitati.

Margherita non rispose, ma diventava sempre più pensierosa: nella propria superiorità verso l'altra capiva di non dover parlare su quello strano abbattimento del padrone, pel quale bisognava pure fare qualche cosa. Quando vi ebbe ben pensato non trovò altro che di tornare nello studio a dirgli:

—Venga.

De Nittis non comprese.

Ma ella gli spiegò subito col suo fare un po' importante di brava donna da casa la necessità di porsi a letto; certo il lungo viaggio doveva averlo stancato, perchè si conosceva anche nella faccia, ma una buona dormita di cinque o sei ore almeno gli farebbe passare tutto. Forse gli avrebbe anche detto di non alzarsi che l'indomani, poichè nemmeno la giornata era troppo bella, se la sorpresa del pranzo, che volevano fargli pel ritorno e al quale avevano tanto pensato nella sua assenza, non fosse così andata perduta. Poi le sarebbe parso di considerarlo ammalato per davvero.

De Nittis affranto non fece alcuna obbiezione.