—È più freddo stasera.
—Scaldati dunque anche tu, prima di farci il thè,—esclamò il dottore, che avendole afferrato l'altra mano, gliela stringeva fra le proprie; quindi le trasse la poltroncina rosea più accanto al fuoco.
—Mettiti qui.
—Prima faccio il thè.
—Niente, signorina; quando ho ordinato una cosa, deve essere, altrimenti cambiate medico.
—Preferirei di cambiare malattia.
—Ti converrebbe prima mutare di testa: Guillotin, il più umanitario fra noi medici, non è arrivato che ad inventare una macchina per tagliarle.
La contessa Maria si volse alla risata di tutti: aveva già tratto dal sacco del lavoro un piccolo astuccio, e le si avvicinò aprendolo. Tutti si appressarono per vedere. Era una medaglia d'oro, una madonnina di un grande artista sconosciuto.
—Oh!—disse Bice,—quale meraviglia!
—È miracolosa?—domandò sardonicamente il dottore, che quella sera cercava tutti i modi per divertire Bice.