Era una notte come la prima del loro matrimonio, diafana e lieve, ma gli ultimi profumi, vaporanti in quel sonno della terra, avevano una dolcezza anche più acuta. Alcuni alberi disegnavano sulla strada grandi macchie oscure. Ella ebbe una vaga impressione di languore e si abbandonò sul suo braccio, mentre da tutta quell'ombra, che li circondava nascondendoli nel proprio mistero, le veniva nuovamente una più cupa tristezza, una inesprimibile persuasione di non essere ella medesima più che un'ombra abbandonata per una notte senza fine. Egli invece camminava con insolita vivacità, trascinandola colla leggerezza di una volta, gli occhi fisi al grande cancello della villa, che appariva già alla svolta della strada. Bice gli sentiva battere il cuore. Nullameno ogni sforzo per ritmare il proprio passo sul suo le fu impossibile; diventava sempre più stanca, colla sensazione pesante di quello scialle che le impediva i movimenti.
Egli allentò il passo, erano già vicini al cancello. L'ombra dei due grandi ippocastani, a fianco dei suoi grossi pilastri in pietra, era così profonda che avrebbero potuto seguitare, non veduti dalla villa, quella passeggiata.
Un battente del cancello era socchiuso.
Una suprema speranza teneva sospeso De Nittis nel ricordo della loro prima notte, per quella strada di Corticella.
—Vuoi rientrare?—dovette finalmente chiederle con voce tremula, dopo avere atteso invano qualche istante un suo atto per proseguire.
Ella assentì mutamente.
Appena dentro, videro un lume spiccarsi dalla porta e venire loro incontro sul prato; era il giardiniere. De Nittis si portò la mano al volto per nascondergliene la profonda emozione, ma Bice non se ne accorse. Nella villa tutti i servitori erano già a letto, secondo il solito, perchè da oltre un anno nè egli nè Bice usavano più di farsi aiutare da loro coricandosi; Margherita e Tonina, tornate alle antiche abitudini, dormivano insieme in una camera, a fianco di quella di Bice.
Nell'andito v'erano due bugie d'argento colle candele pronte.
—Vattene pure; buona notte, Giovanni,—disse De Nittis al vecchio giardiniere.
Mise egli stesso il catenaccio alla porta, e tornando presso Bice ancora avvolta nello scialle, prese anche il suo candeliere dal tavolo colle mani tremanti. Ella ebbe una strana sensazione nel vedergli la faccia così animata, salirono i due rami di scale; quindi De Nittis sempre dinanzi si avviò alla camera di lei.