dal cuore fumido
al cervello e diggià vi abbrucia l'ale
alle libellule
voluttuose. Mi ribolle il sangue,
prorompe l'odio —
Tu che strisci pei fior, mortifer'angue,
mi presta il tossico
della tua bocca e il canto avvelenato
lamba le orecchie
ed avveleni. Tu, vile affamato,