—Jela è una bambina.
Quindi discorsero del bosco, della vita campestre, del mondo, che Ida non conosceva se non per fantasia, e del quale il duca era un indigeno. Ida ascoltava a quattro orecchie, sollevando il cortinaggio di ogni parola per scoprirvi sotto un secreto. Si accorgeva della strambezza della loro conversazione, specialmente per lei damigella di compagnia e non già la sorella di Jela agli occhi del mondo; ma esasperata dal lungo attendere della sua vita, si avventava nella battaglia, considerando il duca come un araldo, che il mondo le mandasse colla sfida.
Aveva un'urgenza febbrile di torsi la maschera e, aprendo gli scrigni del proprio spirito, gettarne a pugni le perle nel viso della gente. D'altronde Jela non l'abbandonava ella pure? Al braccio di Enrico, leggera, sospesa come una sciarpa, il viso in alto, ella non pensava più certo all'amica, trascinata da quel cavaliere ancora incognito verso il mondo lontano, al quale Ida era condannata a non avvicinarsi mai, e dal quale rivolgendosi a un ricordo improvviso e passeggero Jela avrebbe appena potuto travederla. Questo pensiero l'attristò.
—A che pensate?—le disse il duca in francese arrestandosi, mentre ella camminava a testa china.
Ida sollevò la fronte e, vedendo i due fidanzati che retrocedevano loro incontro, biondi e leggeri sotto quelle volte massicce di verdura, s'incantò, quasi non avesse udita la domanda. Il suo sguardo, urtandosi in quella coppia, si divise su Jela e sul conte e li sentì entrambi così simili, che dovette indietreggiare per meglio comprenderli; ma la gracile eleganza di Enrico le parve allora come la forza della delicatezza di Jela. Si distinguevano più alle vesti che alla figura, se non che egli, più alto, la dominava colla fronte bianca come quella di Jela. Quindi ricordandosi su nel salone il suo primo sguardo frizzante di ironia come un zaffiro di azzurro, vi sentì tutta una fisonomia di perversità adorabile e di stupenda ambiguità.
—Pensavo,—fe' scuotendosi,—ad un difficile problema: Jela due ore fa non amava.
—Adesso credete che ami?
—Sono sicura del fatto, ma non giungo a comprenderlo. Sapreste aiutarmi voi, signor duca, voi che sapete la vita?
—V'interessano dunque molto i casi dell'amore?
—Molto! curiosità di viaggiatore che domanda, vedendola, il nome di una pianta a lui sconosciuta.