—Voi sorridete, colonnello?
—Non vi siete mai accorto che Buondelmonti faceva la corte alla contessa? Ma Buondelmonti è perduto. I morti talvolta sono più tremendi dei vivi.
—Credete dunque che la contessa ami Buondelmonti?
—Crederlo adesso sarebbe un'insolenza,—rispose il colonnello con un tono leggero.
Ma tornarono ad occuparsi del cadavere, discussero, poi, essendo venuti a piedi, Lovito si offerse di andare in cerca di una carrozza. Il cadavere era steso sul terreno presso una pozzanghera di sangue, la faccia e i capelli insudiciati. I padrini fumavano per darsi un contegno, ma il medico, che si era appressato ancora al morto per riosservargli la ferita:
—Oh!—esclamò indi a poco con un accento, che li fece tutti rivolgere:—un capello nero!—e scostandogli violentemente il colletto, proruppe più forte:—un morso, certamente di donna, fresco!
Tutti si erano avvicinati, ed esaminarono il capello fine, lungo come le due braccia, che il dottore apriva colla faccia illuminata da una vanità d'indiscrezione.
—Ecco perchè era così debole questa mattina: non vi è nulla più micidiale dell'erotismo. Avrà voluto farsi vedere da una donna alla vigilia di un duello,—proseguì, indirizzandosi al colonnello sopra un tono di famigliarità:—come se il coraggio bastasse... Sono imprudenze, che si pagano spesso colla vita.
Ma tutti facevano ressa intorno a quel capello, senza occuparsi delle sue osservazioni. La contessa Alidosi era bionda, la contessa Guelfi, sua amica, pure bionda.