—Che cosa farai al mondo... da te sola?
—Quando non si può vivere, si muore. Badate, vi ho detto: no. Sono giovane, non sono bella, ma posso divenirlo,—e lo sguardo le corse sprezzante sui poveri abiti:—vi parrò matta, e invece calcolo benissimo, solamente voi non potete comprendermi. O la vita, o la morte. Il dottore sarebbe la morte, e adesso, a vent'anni, col mondo davanti, ve lo dico: no, no!
Quindi si volse per ritornare nella propria camera soffiando un'aria del Roberto il Diavolo. Sull'uscio incontrò Atta Troll.
—Non è vero, amico? tu sei aristocratico, tu mi capisci.
III.
Quella mattina Ida la passò nella propria camera, anzi per non essere disturbata, vi si era chiusa a chiave. Una violenta preoccupazione esercitava il suo spirito. Quell'ultimo no, risposto alla mamma, era stata la più seria parola della sua vita, e quindi la rimeditava come un duellista ripensa nella notte l'audace alterezza della propria sfida. Ma se la mamma non lo aveva compreso, ella medesima, approfondendolo, sentiva annebbiarsi la fredda limpidezza della ragione. A vent'anni, senza posizione, oramai orfana, rifiutava la mano del più ricco signore del paese; e perchè? Lo capiva, ma non sapeva darsene la formula.
Pensava, risaliva il corso della propria vita, per non discenderlo verso l'avvenire brumoso di affascinanti e terribili incertezze. Quel no lo aveva pronunciato con voce vibrante, il cuore grosso di orgoglio, quasi avendo d'intorno tutto il mondo ad applaudire il suo eroico coraggio di fanciulla; lo aveva mille volte ruminato nel silenzio della propria camera, di notte, quando l'ombra si popolava di larve e le tenebre si diradavano sulla soglia di un mondo lontano; e nullameno le era sfuggito nella inconscia risoluzione di un momento supremo. Aveva arrischiata la vita alla posta di un giuoco sconosciuto, ma tanto più tremendo, che la posta poteva tardare di molto a risolversi; quindi soffriva le prime febbri del dubbio in un tumulto di affetti e di ragionamenti.
Tutte le energie della sua volontà e delle sue passioni battagliavano intorno a questo no, che il buon senso batteva col flagello della propria volgare ironia, mentre ella seguiva le vicende di quella battaglia in sè medesima coll'ansia immemore dello spettatore, che si perde in una troppo acuta attenzione.