Le pareva strano che nessun principe, di coloro ai quali supponeva colla felicità del lusso il gusto della raffinatezza, incontrandola a caso per le vie, non avesse indovinato quale affascinante principessa si potesse fare di lei, e non si fosse da uomo superiore innamorato. Si sentiva così dotta di seduzione, così capace di ammaliare un uomo, assaporava con tale avidità l'ebbrezza che avrebbe versato sul loro capo, che li compiangeva quasi di avere sottomano tutto un harem in una donna e di non sapersene impadronire.

Laonde il suo cuore si ubbriacava in questi sogni, nei quali tutti i mobili erano di palissandro e i cavalli inglesi scalpitavano sotto carrozze così splendide e così comode per sognare e i doppieri d'argento massiccio illuminavano tavole brillanti di cristalli e di rarità e i fiori profumavano gli appartamenti come i giardini, quando la primavera tripudia nelle proprie orgie: tutto era ricco, tutto era bello. Quindi un'aristocrazia di persone la circondava come una regina, mentre il mondo lontano, buio come lo sfondo di un teatro nel giorno, guardava per mille pupille invidiose il magico lume del suo palazzo ed ella scuoteva insensibilmente la testa sotto una rugiada di adulazioni.

Così la sua fantasia inesauribile si prestava a tutte le esigenze dei desiderii, mentre la ragione trovava argomenti per tutte le passioni; ma il tempo incalzava e la realtà allungava la propria ombra sul luminoso paesaggio del sogno.

Oramai non era quistione se non di mesi.

Una mattina le giunse una lettera tutta sgrammaticata della mamma, che l'ingegnere stava male e che, essendosi rivolta in queste strettezze alla famiglia di lui per averne un soccorso, avea sentito insolentemente negarselo. Nell'amarezza di questa nuova umiliazione Ida rispose:

—Hanno fatto benissimo.

Queste sole parole, senza un cenno per le raccomandazioni di studiare ed ottenere subito un posto di maestra, nè una domanda sulla triste condizione del padre.

Ma finalmente arrivò l'estate, improvvisa e violenta, che le tolse gli ultimi rimasugli di attività. Non si alzò più che a mezzogiorno, e per occupare il tempo rilesse dei romanzi. Invano il suo maestro, che la prediligeva, accortosi del cambiamento volle ammonirla con lusinghiere parole sul suo bell'avvenire e il nobile ufficio che ella, donna, eserciterebbe nella società, mentre tutte le altre sue pari erano bruti o giocattoli; la fanciulla non gli rispose nemmeno, seguitando a guardare il soffitto colla insolente disattenzione delle persone superiori all'improvvido consiglio di un ingenuo.

Il maestro scosse la testa.

—Ma che cosa fai tutto il giorno?—Egli solo era arrivato a forza di bontà a poterle dare del tu.