Questa volta egli sorrise, la fanciulla gli tese amichevolmente la mano.

—Però gli esami saranno meravigliosi, ne sono sicuro, altrimenti come faccio io?

—Fumi, fumi,—insistè ironicamente, ma rassicurandolo con una stretta. Quando la ragazza gli ebbe voltate le spalle, il vecchio le guardò dietro con simpatica ammirazione.

—Peccato che non sia bella!

Ed era vero. Ida non faceva più che fumare, anche in letto, a grande scandalo della Lucia, la quale temeva per i propri lenzuoli di cotone; ma pareva che tutte le preoccupazioni del futuro le svanissero fra le spire odorose del fumo, mentre i libri dormivano impolverati sul tavolo e il calamaio si era persino disseccato.

Quando Ida se ne avvide sorrise, e fu un mattino che la Lucia le era venuta in camera per una nuova commissione della zia Marcella, la quale faceva una lapide a Rocco e non sapeva a chi domandarne l'iscrizione, poichè il parroco si era onestamente scusato, dichiarandosi incapace.

—Non c'è nemmeno inchiostro,—disse la Lucia con accento di rimprovero, vedendo la fanciulla colla penna alzata in atto di voler scrivere subito:—Vado a prendere il calamaio di Giacomo.

—Non serve,—ed afferrando una matita, còlta da una subita ispirazione, scrisse sopra un cencio di carta==Forsan.==

—Così poco?—esclamò la Lucia, guardando curiosamente la carta.