La fanciulla sospirò.
—Dorme?—chiese alla Ghita.
—Sono passata per la camera in punta di piedi, e non si è destata nemmeno al rumore dei secchi. Poveretta! almeno adesso dorme.
—Vuoi andartene?
—Se non c'è più nulla da fare.
Ida andò alla madia, ne alzò il coperchio, che rattenne sopra una spalla, trasse un grosso pane, un formaggio di pecora ed un coltello. La Ghita, poichè si trattava della cena, si era appressata premurosamente, e girava gli occhi dal coltello al formaggio coll'ansietà male dissimulata della povera gente, la quale sa purtroppo come sia facile tagliare da un piccolo formaggio una piccola fetta e credere di averla tagliata anche troppo grossa. Ma Ida lasciò ricadere il coperchio, vi posò sopra ogni cosa, e piantando la punta del coltello nel mezzo del formaggio vi premè con tutto il peso del corpo per romperlo.
—Verrà il dottore questa sera?
—Probabilmente.
—Quasi quasi, se non avessi da andare lontano, mi fermerei ad aspettarlo: ho il bambino grande, che non vuol mangiare più nulla; non gli piace nemmeno il pane bianco.
Ida levò il capo.