—Bisognerebbe esser signori e pagargli sempre del companatico; allora forse... Ma già, i bambini dei poveri... se non mangiano! tanto peggio, moriranno.

Però l'accento di quelle desolate parole era troppo smancerato, e la Ghita ne sbirciava l'effetto sul volto della padrona, sempre sospesa col manico del coltello nel pugno.

—Ehi? per me poi! Ognuno ha le proprie disgrazie;—e tese la mano per ricevere quella porzione di cena, quasi nella fretta di andarsene; ma Ida le accennò il pane sulla madia, presentandole il formaggio sulla punta del coltello.

—E lei?

All'acuta ed involontaria ferita Ida drizzò fieramente la testa: fu un lampo.

—Io te lo do.

—Grazie, grazie proprio, la mia signora. Ah! io già non posso dir niente: il Signore le ne renda merito. Lo tengo tutto per lui! poverino... Dica: non ha proprio bisogno di niente? Perchè... se ha bisogno...

—No, andate pure.

—Vuole che accenda la candela?—insistè.