E si accorgeva come per la prima volta di quello squallore.
Il suo cuore si strinse.
Ma nuovamente un impeto doloroso la sollevò, una negazione disperata di quanto le era accaduto sotto le mani pesanti di quell'uomo, che se n'era andato sorridente. Ella vedeva ancora il suo sorriso muto, più crudele di qualunque parola, più lungo di uno sguardo.
—Ah!—esclamò, coprendosi gli occhi con le mani e scuotendovi dentro il capo con ira tremante.
—Che cosa hai?
—Lasciatemi, siete voi che l'avete voluto.
—Di chi parli?
—Di quell'uomo; mai più, mai più!
—Vi ha forse trattato male?—chiese con accento di viva curiosità la signora Veronica.
La fanciulla si volse come punta da uno spillo, ma la faccia grassa e sorridente dell'altra le arrestò il grido della risposta.