—No,—ripetè ostinatamente la fanciulla.
L'altra si fece umile come dinanzi ad un rimprovero, sottomettendovisi anticipatamente; attese che la fanciulla si sfogasse, ma invece le vide gli occhi gonfiarsi nuovamente.
—Ho male, ho male,—disse finalmente Tina con accento smanioso:—Non ne posso più. Dovevate dirmelo; perchè siete stata anche voi così ammalata, lo siete anche adesso.
—Ma…
—Lo sapevate: ora non valgo più nulla, me ne sono accorta al modo che mi ha trattata. Bisogna essere ben cattivi, anche tu sei stata cattiva come lui. Lascia pure che tu mi abbia venduta,—seguitò con accento stridulo e una fiamma negli occhi, che a volte a volte pareva quella di un lucignolo presso a spegnersi, mentre una smorfia dolorosa le storceva la bocca:—lascia che io non fossi niente nè per la signora Cesarina, nè per lui; questo lo so anch'io, in simili casi è come quando si domanda l'elemosina, peggio anzi, perchè allora vi è sempre qualcuno che ve la fa senza offendervi. No, ma così era troppo. Egli rideva: io ho dovuto fare… vedi, in quel momento mi parve di non capire più, ma adesso, se fosse qui, gli sputerei in faccia.
La mamma abbassò la testa.
—Ti hanno pagata, non è vero? Adesso puoi essere contenta; vedi, se mi avesse parlato prima, se mi avesse detto qualche cosa come quell'altro, non so come avrei risposto, ma non doveva fare così, non fanno così nemmeno i chirurghi all'ospedale con la povera gente, che ha paura. Anch'io avevo paura. Non avrei potuto muovermi. Appena, sai, mi sono sentita guardare così, ho capito che non potevo far niente; mi sembrava in quella camera così grande di essere lontana cento miglia anche da te, che eri nell'altra. Che cosa pensavi allora?
A questa inattesa domanda l'altra trasalì; ma Tina si alzò per fare due o tre passi nella cucina. Un orgasmo le si riaccendeva dentro, un bisogno di rimproverare, di minacciare colei che l'aveva condotta in quella casa, a quell'uomo, davanti al quale non aveva potuto trovare nè una parola, nè un atto di resistenza.
Invece le si voltò bruscamente:
—Perchè piangi?