—La sua giustizia è un mistero.
—Povere bambine! Che cosa avevano fatto?
—Voi vi ribellate, vorreste sapere quello che la nostra mente deve ignorare; Dio permette il male…
—Contro gli innocenti, i bambini? No, se io avessi un bambino non lo permetterei: bisogna essere cattivi per trattare così delle creature che non hanno fatto nulla.
—Non piangete, via, io sono venuto qui per consolarvi. Non sono che un vecchio, datemi retta, lasciate che vi riconduca al Signore: sentirete subito la pace nel cuore. Se siete innocente, vi sarà più facile perdonare ed essere perdonata; ecco, cercate di riordinare la vostra coscienza: la confessione bisogna farla in regola.
—Lei lo ha saputo dalla signora Veronica.
—Ma voi, voi dovete dire tutto sino da quando vi potete ricordare.
E successe un'altra pausa più lunga.
Tina non pensava che al racconto della signora Veronica per penetrarne il motivo. Evidentemente costei aveva avuto una paura che, imparando tutto da altri, don Pietro la credesse complice; ma perchè insistere tanto per chiamarlo, mentre nè la mamma nè lei ci pensavano? La sua testa dolente soccombeva un'altra volta sotto il peso di queste domande, poi la febbre la scrollava: un sudore caldo le invischiava la camicia sulla pelle, mettendole come una gomma sulle labbra.
Era sfinita.