—Mio Dio! ecco, non si vede molto ancora, ho guardato bene la Gemma, ma quanto al resto deve essere vero. Temo invece che la cosa non debba riuscire dal canto del padre. Quello è un osso duro; capacissimo di cacciarla via di casa senza un centesimo, e allora l'altro, lo conosco, non la sposa di sicuro. È svelto e niente affatto innamorato: lei, invece, la Gemma, ha la tarantola. A proposito: la signora Giovanna mi ha parlato anche di don Pietro.
—Sopra di che?
—Niente, che ha aiutato anche quella povera Maddalena, la lavandaia vedova con quel branco di figli, che si è rotta la gamba destra per le scale di casa. Egli verrà dentro oggi.
—Sì,—ripetè la signora Adelaide, e volse il capo; ma siccome Betta si era ancora spostata potè vedere Tina.
—Non vi muovete: adesso tenetemi questa falda: così non vien fatto nulla.
L'altra ubbidì, mentre la signora Veronica cogli occhi fissi sulla cucitura seguitava:
—Sapete dove bisognerebbe andare? Dalla signora Cesarina,—seguitò abbassando la voce.
—Tina mi ha detto che aspetta un regalo.
—Quale?
—Non si è spiegata.