—Quando si sveglierà, glielo dimanderemo. Non darà molto, perchè quella donna la conosco, ma nel vostro caso qualche cosa si può cavarne. Certa gente è soprattutto così: se vi debbono qualche cosa non vi danno nulla, invece se non si credono obbligati a niente, sono capaci di largheggiare. Sempre l'amor proprio! Che cosa avete mangiato stamattina?

—Ho bagnato mezza pagnottella nel caffè col latte.

—Io ho delle budelline di agnello e delle verze per fare un po' di riso: ne prenderete una tazza con me.

—Ma lei, che da tre giorni non vuole prendere nulla!

—Bisogna aspettare.

—Credete che si rimetterà?

—Colla gioventù non si sa mai: non è finita che quando è finita davvero. Se don Pietro non è ancora tornato, egli che ha un occhio da medico, vuol dire che nemmeno lui teme una disgrazia improvvisa.

Questa assicurazione parve quietarle tutte e due. Adesso parlavano a voce bassa come se si facessero delle confidenze; il discorso era tornato sulla Gemma, che si stringeva troppo alla vita per far sporgere il seno: anche la signora Adelaide sapeva della tresca, anzi risalendo le scale una volta li aveva sorpresi a baciarsi.

Se ne ricordò.

Betta, indifferente al discorso delle due donne, si era rivolta al letto: il sole arrivava sui capelli di Tina arruffati nel mezzo del cuscino, ma il viso dell'ammalata, più basso, rimaneva nell'ombra.