Un dolore le contrasse la bocca facendole mordere il fazzoletto, che teneva fra le mani: disse qualche parola sottovoce alla vecchia, che mise subito al fuoco un pentolino d'acqua e andò a cercarle nella credenza la bottiglia del marsala. Tina guardava spaurita, poi la mamma la vide e la chiamò con un gesto smanioso per darle un bacio. Allora si misero tutte due a singhiozzare.
La vecchia tornò silenziosamente verso di loro.
—Non ci posso durare,—esclamò la mamma, alzandole gli occhi in faccia quasi ad invocarla come testimonio:—è già una settimana, oggi poi…
—Che cosa hai, mammina?—domandò Tina con un altro scoppio di pianto.
—Mi sento male, cuore mio.
—Dove, mamma, dove?
—Tu non puoi capire. Oh!—si rivolse all'altra:—c'è stato un momento che credevo di morire.
Gli occhi opachi della serva si appannarono di una nuova ombra; si lasciò prendere la mano dalla padrona e con l'altra accarezzò la testa della piccina.
—Bisognerà che per qualche tempo vi abbiate riguardo,—disse lentamente.
—Come vuoi fare?