Tina si lasciò sfuggire un atto di diniego.
—Sono venuta ad intendermi con voi e la vostra mamma, per fare le cose benino e… state ben dritta che vi vegga, ecco… Eh! non c'è male, potete diventare una bella ragazza, se vi nutrirete meglio e sopratutto se avrete giudizio. Ma adesso non voglio dirvi tutto; io non sono come le altre,—e abbassò involontariamente la voce:—vorrei essere utile alle ragazze che ricorrono a me, ma esse non hanno mai quasi giudizio, mentre io procuro loro relazioni eccellenti. Voi mi sembrate franca.
Tina sorrise a questo complimento inaspettato, ma alzando gli occhi non potè sostenere lo sguardo dell'altra, che già la dominava. Erano bastate poche parole a stabilire il patto segreto ed infrangibile: oramai non si apparteneva più. Allora, in un impeto improvviso quasi di rivolta, volle interrogarla brutalmente, chiederle tutto, discutere a testa alta, mentre la mamma e la signora Veronica invece parevano soggiogate dal rispetto dei poveri in faccia ai padroni; ma si accorse che le parole non le sarebbero mai uscite dalla bocca.
Una nube le passò sugli occhi e qualche cosa le pesò dietro la nuca come una mano, che la tirasse pei capelli verso terra: ed era quasi la stessa sensazione della sera innanzi, quando quel signore l'aveva bruscamente afferrata alzandola sul proprio petto per gittarsi sul canapè. Le parve di diventare fredda, scura; forse i morti sono così nel sepolcro. Quelle tre donne le erano già egualmente estranee, ma aspettavano la sua parola come ella aveva veduto molte volte i gatti attendere silenziosamente sulla tavola una buccia di formaggio.
—Ho pure detto di sì!—avrebbe voluto gridare per sottrarsi a quella oppressione, che le chiudeva la gola.
Si alzò.
—Dove andate?
—Bettina piange.
Infatti le strida della piccina si erano fatte più rare e sottili: si sarebbe detto che anche a lei, in quella camera lontana, una nuova lenta paura soffocasse il dolore di un ultimo abbandono.
—Non volete dunque ascoltarmi? Abbiamo appena cominciato a parlarci,—disse la signora Cesarina con accento severo.