—Veda, se non fossimo così povere, capisce anche lei che non si farebbero certe cose. Io ho acconsentito per l'interesse di mia figlia, perchè così come viviamo non si può andare avanti. Ma non vorrei, ella mi capisce, che Tina si rovinasse per niente.
Non aveva ancora finito di parlare che la stonatura di quelle parole la fece daccapo soffrire; provava anche un certo freddo come di qualche cosa, che le si distaccasse dentro.
—Non temete…—l'altra ribattè con un sorriso di autorità:—bisogna però che io la vegga prima, e dopo discuteremo insieme. Intanto vi avviso che non dovrete sognare troppo: il vostro caso non è raro adesso che ci arrivano tante ragazze dalla campagna. Andate pure a chiamarla.
—Siate buona!—non seppe tenersi dall'esclamare la mamma, mentre la signora Veronica usciva.
La signora Cesarina si era ricomposta sul canapè, e in quella luce che cominciava ad oscurarsi, la sua figura e la sua faccia raddoppiavano sull'altra la vaga impressione di terrore provata sino dal principio della scena. Confusamente, in uno spasimo segreto, ella rivedeva i momenti migliori della propria vita, come certi infermi alla vigilia di subire una operazione chirurgica tremano di un freddo spirituale e fuggono nel passato, dove già la loro anima si esaltò nel fervore della speranza. Adesso quella donna magra, dalla faccia arida e dura, quasi di uomo, forse molto ricca sotto quegli abiti modesti, le incuteva ancora più rispetto che paura; e doveva essere senza dubbio il rovescio di lei stessa così molle in ogni volontà e cedevole a tutte le influenze. Come mai aveva potuto decidersi a un simile mestiere, giacchè anche quello era un mestiere? Chissà quante povere madri, quante povere ragazze aveva veduto piangere senza commuoversi! Ella invece non lo avrebbe potuto, il dolore degli altri le faceva male quanto il proprio.
Almeno lo credeva.
La signora Veronica comparve con Tina: la madre guardò subito a questa, meravigliandosi di vederla entrare a testa alta.
Ma si udiva piangere Betta nella stanza lontana.
—Mi hanno detto che volete vedermi,—disse Tina con un certo tremito nella voce.
—Sì, ragazza mia, lo desideravo anch'io, perchè la signora Veronica è venuta a parlarmi da parte vostra.