Conosceste mai qualche illustre maestro o suonatore? Studiaste mai il loro carattere? Una sensibilità pronta e labile, una inconsistenza timida ed inetta. La poesia ebbe dei forti, la musica non avrà mai che dei delicati.

Nella nostra vita moderna essa rappresenta quindi un ideale di sensi e di fantasia, senza efficacia sul carattere e senza attrazione sul pensiero. I teatri lirici hanno oramai esaurito i temi di tutti gli altri teatri, senza che l'arte drammatica abbia potuto arrestarsi sulla lubrica parabola della propria decadenza; la musica popolare invece non ha trovato per la grande rivoluzione francese e per la bella rivoluzione italiana che la Marsigliese e l'inno di Garibaldi, due marcie da saltimbanchi.

Oggi la originalità della musica pare esausta come quella della architettura. Verdi, ingegno dispari, grossolano e malinconico, violento e monotono, promosso dalla vecchiaia agli onori del genio, ha voluto mostrarsi anch'egli capace di significare tutta la vita, e si è attaccato a Falstaff, uno dei tipi più bassamente comici, perchè di una comicità tutta istintiva e sensuale. Mancava la commedia al suo repertorio, ma troppo altro mancava alla sua arte. Quindi ne uscì una musica scolastica fra una resurrezione di vecchie forme, senza fremito di riso, senza freschezza e senza colore. Per essere felice a Falstaff bastava di accarezzare il contorno di un'anca femminile o di una mezzina da bettola; ma se la sua giocondità di bruto sarebbe rimasta un mistero per Verdi giovane, più elegiaco che tragico come tutti i romantici, a Verdi vecchio doveva parere una mostruosità ripugnante. E così, nel suo spartito, Falstaff non è più che uno sciocco noioso, tuffato in una favola opaca come una nebbia, fra personaggi che sembrano cantando assoggettarsi ad un saggio di concorso.

Tutte le aristocrazie d'Europa sursero ad applaudire l'ultima opera del vecchio grande maestro, mentre il popolo, più sincero, non ne imparò invece alcun motivo, e seguita a cantare le proprie canzoni anonime.

Qu'est ce que ça prouve?

IL MISTERO DELL'ANARCA

E Dio ha scelto le cose pazze del

mondo per svergognare le savie, e le

cose spregevoli e le cose che non sono

per ridurre al niente quelle che sono.