Non mi chiedete, signora, che cosa io pensi, o come la mia anima abbia imaginato la sua morte.
Se ho potuto trarre alcune figure dalla storia, altre rappresentare dalla vita, io non sono il poeta di Andrée, ma quel poeta verrà.
Egli solo potrà nel poema rivelare il segreto, che affatica ancora tanti cuori: io non ho forse ancora sofferto abbastanza per intendere le mute parole di Andrée alla terra nel momento di perderla, e ciò che disse subito dopo ai compagni. Lassù, in quella navicella non più lunga delle ali aperte di un eider, la tragedia umana svolse la sua scena più sublime in un silenzio e in un deserto, dai quali solamente Dio ascoltava. Ciò che spesso ne susurra la fantasia di romanziere al mio cuore solitario, il cuore lo ricusa sdegnosamente come il solito racconto volgare della gente per ogni più magnifico eroismo: quello che la mia anima sente dinanzi a quei tre cadaveri cristallizzati, incorruttibili fra un lembo del pallone come fra le pieghe di una bandiera, cogli occhi aperti nella eterna vigilia del polo, la mia penna non saprebbe scriverlo.
Io non sono il poeta di Andrée, ma se fossi donna come voi, avrei amato quell'uomo, al quale nessun amore poteva bastare.
AL MARE, AL MARE
Scrivo dal lido.
In questa monotona solitudine campestre spesso la visione del mare mi scuote con sì brusco risveglio che guardo vivamente d'intorno, e la memoria mi tremola dentro come la marina sull'alba.
Da vari giorni le nebbie vagolavano stancamente sui monti senza che il vento vi passasse mai attraverso, ma ieri il sole riapparve festante di orgoglio: qualche vapore fumava ancora verso di lui dalla cima di monte Battaglia come un incenso di olocausto: udii gli uccelli cantare e gli uomini parlare più alto.
In sella dunque, e al trotto.
Pensavo a voi.