Ma non imparò.
Invece, poichè la vocazione gli si faceva ogni giorno più manifesta ella gli pagò una specie di maestro, vecchio suonatore di orchestra, già amico del padre, e col quale aveva conservato una certa relazione. Ma Giorgio dovette andare egualmente a bottega, perchè Anna col suo buon senso di massaia non voleva illudersi sulle voglie impetuose ed effimere della fanciullezza. Giorgio vi si acconciò di buon grado. Sulle prime non doveva prendere che due lezioni la settimana; ma colla seduzione della propria incantevole natura ebbe presto innamorato il vecchio celibe, che vivendo solo come un orso era naturalmente pazzo per i bambini. Gaspare, che abitava in un quartiere povero come quello dell'Anna, quantunque meno remoto, era pieno di piccole manie; adorava la musica, e non vi era mai riuscito a nulla. Roso da una invidia benevola per i veri suonatori, e dopo aver sognato per tutta la vita di entrare nell'orchestra del teatro comunale, per una di quelle arcane ferocie del destino era ancora a suonare nei teatri secondari, dove il direttore di orchestra si mutava tutti i giorni, e i cantanti recitavano male, come egli diceva da gran tempo col solito motto. Egli aveva dunque accettato quella proposta come un complimento; e rivoltosi al ragazzo, che lo guardava con ammirazione mista di terrore:
— Ah! tu vuoi suonare? — aveva detto prendendogli un pezzo di guancia fra le dita ed aggrottando i sopracigli smisuratamente lunghi — ah! tu vuoi suonare il violoncello, vecchio brigante? Non sei di cattivo gusto per la tua età. Il violoncello è il primo istrumento del mondo, è tenore, baritono, soprano, contralto, tutti insieme con un petto solo: basta un petto solo, veh! per far tutto. Si fa anche tutto con una corda sola, ma allora si sa proprio suonare.
— Sì?! — ripetè Giorgio, che beveva con avidità quelle parole incomprensibili.
— Sì, eh! tu capisci, e va bene; ma bada che con una corda sola è più facile impiccarsi che suonare il violoncello. Basterà se impari con tutte. Studierai?
— Sempre, voglio diventare come voi.
— Ah! — esclamò il vecchio colpito da quest'elogio innocente, il primo di sua vita; e chinandosi da tutta l'altezza della propria statura di pertica, colle rughe che gli drizzavano tremolando i peli bianchi della barba, prese il bambino fra le braccia e lo baciò. Giorgio, punto atterrito da quel bacio, glielo rese con una stretta al collo. L'amicizia era fatta.
Allora fu convenuto del prezzo, e il vecchio Gaspare si lasciò andare quasi volentieri fino alla miseria di cinque franchi il mese.
— Mi direte poi se ha una vera disposizione — gli disse l'Anna all'orecchio, mentre il ragazzo era andato nell'angolo a guardare il violoncello dentro la cassa aperta.
— Non dubitate, me ne intendo io.