La sera Bodoni al caffè aveva due magnifiche fotografie della Patti, in costume di Violetta all'ultimo atto; e rammentandogli la famosa occhiata nel «Gran Dio, morir sì giovane», gliene volle regalare una. Il suo cuore si commosse nuovamente a quella povera immagine bianca, abbandonata sulla spalliera della poltrona.
— Sei ancora innamorato? — gli domandò Bodoni accarezzandosi la barbetta.
— Matto!
— Io incomincio ad innamorarmi adesso. La lontananza per i grandi artisti è come la morte per i grandi uomini: l'uomo scompare nel personaggio, i difetti sfumano e la fisonomia vigoreggia. La Patti! — seguitò con quell'entusiasmo, che faceva di lui una contraddizione così piena di sorprese — darei tutta la mia miserabile vita di suonatore per essere il suo amante solo una mezz'ora, e potermela stritolare sul petto come un istrumento, troppo buono per cederlo ad un altro. Guarda la bocca: t'immagini tu come debbano baciare queste labbra, che fanno delle note più dolci di tutti i baci?
E cedendo all'impeto riprese dalle mani di Bartolomeo la fotografia per baciarla.
— Bacia anche tu.
Bartolomeo non se lo fece ripetere due volte.
Poi Bodoni notò improvvisamente la sua tristezza e gliene chiese la causa con accento amichevole. Bartolomeo titubò, perchè da molti giorni soffriva un gran bisogno di sfogarsi, ma il carattere caustico dell'amico lo rattenne. Si fece più serio, intascò la fotografia, ravvoltolandola in un giornale, che Bodoni rubò tranquillamente al caffè, e cadde in un pesante silenzio. Quella vita cominciava a superare le sue forze. Poi, sentendoselo continuamente attribuire per malizia o per ischerzo, aveva finito col credersi davvero innamorato della Patti; e se non voleva convenirne, dipendeva dalla ripugnanza istintiva di ogni passione a mostrarsi apertamente. Ma questo culto ideale non bastava a sorreggerlo contro le difficoltà rinascenti delle giornate deserte e dei cattivi pranzi in trattoria. Invano nei momenti più difficili ricorreva all'occhiata del «Gran Dio, morir sì giovane», nella quale le loro anime, trasportate dalla medesima poesia, si erano sfiorate in un contatto fatale. Quello sguardo era stato per lui come una stretta di mano in un'ora di pericolo, una parola d'eguaglianza barattata in un momento d'ispirazione fuori delle differenze e delle contraddizioni del mondo.
Bodoni gli aveva spiegato in modo molto oscuro il contatto secreto degli spiriti sotto la pressione di un medesimo sentimento, ma egli non vi aveva capito se non che Bartolomeo solo e la Patti avevano cantato quel pezzo.
E gli bastava.