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Il dì seguente io mi ricordo che ebbi una discussione con l'oste e con alcuni avventori di campagna. Le mosche erano a nembi per la cucina in quella mattina d'estate; e quella gente ragionava, per effetto di quella disposizione filosofica che è connaturata nell'uomo, sui misteri della Creazione.

Essi sostenevano, ad esempio, la inutilità assoluta delle mosche nella economia della vita.

Io ero di opinione contraria.

Sventuratamente non potevo spiegarmi, se non col dire che anch'esse erano creature di Dio. Certo io ero guarito dell'orgasmo della mia passione. Avevo trovato quella base morale che Archimede, come sapete, propone come giusto fulcro delle operazioni umane, nessuna esclusa. Sono diventato positivista; ho abbandonato la Polonia al suo destino storico; mi sono dato anch'io al Proletariato, del quale, come esempio vi dimostra, si vive, ma non si muore.


LA BUSECCA.