Vedi questa mia barba selvatica? Vedi queste mie scarpe e questi calzoni inconciliabili nemici di ogni elementare eleganza?

E d'altra parte vedi quella automobile laccata di verde con quella bella signora? con quei due bambini, compresi già della loro posizione privilegiata? Vedi quella governante che conserva tutta la dignità della razza britannica a dispetto della bianca cuffia servile? Vedi tutto questo?

—Sì, vedo, ma andiamo oltre.

Il mio amico pittore—artista molto delicato e fine, ma pur troppo, oramai fallito per la gloria—si trovava in quell'ora del pomeriggio nel suo stato abituale di saturazione lucida di assenzio.

—Niente affatto «andiamo oltre», rimaniamo qui. Contempla soprattutto quella signora. Ti pare bella, sì o no?

—Sì, bella, ma andiamo oltre.

—Niente «oltre», perchè tu devi sapere che io, se non fossi nato imbecille, potrei essere seduto su quella limousine: quei figliuoli, cioè no quei figliuoli, insomma alcuni figliuoli li avrei potuti fare io, cioè lei; lei ed io in marital nodo congiunti. Tu ne dubiti? tu credi ad una mia allucinazione verde? Guarda! Sono stato avvistato. La signora ha dato ordine al meccanico di allontanarsi.

La signora, infatti, volgendosi a caso verso di noi, ci aveva scorti: aveva fatto un impercettibile segno di spiacevole sorpresa e poco dopo la automobile si allontanava per il viale del Parco.

L'amico pittore continuò:

—Ci credi ora? Vuoi sapere la storia? Vuoi venire a casa mia a vedere i documenti? no? Bene, paga un assenzio e ti racconto la storia inverosimile. Essa è fatta di niente.