—Cosa vuoi che possa ricordarmi io che vivevo dentro un'idea fissa? Mi fece, ecco, capire che bisognava che mi decidessi: o prendere o lasciare. Quella insistenza mi turbava. Io mi ricordo che sentivo il suo piccolo tacco battere impazientemente come tu faresti se fossi un maestro di musica e udissi delle stonature.
—Ma di positivo che cosa hai detto tu?
—Di positivo? ho domandato: Signorina, lei mangia la busecca?
Mi guardò trasognata.
Io ripetei imperterrito la domanda.
—Ma certamente—rispose.—Il sabato è d'uso, in casa, fare la busecca: a papà piace tanto. Perchè?
Vedi, amico, allora l'idea di sposare una donna che mangiava la busecca, mi incuteva un senso di orrore!
***
Poi non ricordo più nulla.