La signora Palmira conosceva del non egregio suo Giacomino tutte le prodezze: dalla vendita della grammatica latina per acquistare il diritto di copiare i problemi, alle lezioni marinate con superba disinvoltura; sapeva perchè diminuiva lo zucchero ed aumentava in modo anormale la lista del calzolaio e del sarto. Il padre, cav. Antonio, ignorava tutte queste cose: prima perchè nessuno gli diceva niente, secondo perchè dalle sette del mattino—ora in cui si levava—a mezzanotte e anche all'una talvolta—ora in cui rincasava—non compariva nel domestico focolare che per le due ore del pranzo. Però se ignorava l'analisi, intuiva la sintesi:
—Quel ragazzo non ha voglia di far niente di bene!
—Ha ingegno, e farà bene—risponde la signora Palmira che più si avvicinava alle nozze d'argento e meno veniva dividendo le idee del marito.
—Ingegno a dir le bugie, ingegno a sgraffignare se trova, ingegno ad inventare tutte le scuse per faticare meno che si può e godersela più che può. Credete che io non me ne accorga?
—E anche in ciò si richiede ingegno—rispondeva la signora Palmira, la quale si riserbava almeno il diritto di parlare sempre per ultima.
Chi possedeva l'analisi e la sintesi sul conto di Giacomino era la donna di servizio: ella sapeva tutti i progressi fatti da lui nel folklore delle ingiurie plebee ad una umile fantesca: da servaccia, sguattera sino a certe parole che offendevano la dignità del sesso. Ella aveva anche imparato la differenza che passa tra l'impressione di una scarpa coi chiodi e un'altra senza chiodi: i modi con cui Giacomino comandava potevano ricordare un linguaggio non più ammesso dalla democrazia. Vero è che, quanto a termini ingiuriosi, la domestica disponeva di un vocabolario ricchissimo. In questi casi Giacomino, leso nel suo onore, riferiva alla mamma.
La mamma allora interveniva come giudice e diceva: «Mettiamo bene le cose a posto. Tu sei la serva e lui è il padroncino, tu sei una donna fatta e lui è un bambino ancora ingenuo.»
«Per me l'è un barabba!» diceva con profonda convinzione la donna, e allora Giacomino assisteva ad un'altra varietà di diverbio, quello fra la donna di servizio e la mamma: diverbio molto più clamoroso e lungo perchè la donna di servizio si credeva in diritto di pretendere per sè l'ultima parola.
Dunque quella antivigilia di Natale la signora Palmira aveva dovuto recarsi alla direzione del Ginnasio, chiamatavi d'urgenza da un laconico biglietto del signor Direttore.
Veramente il biglietto era per il padre e non per lei.