—Mi pare impossibile di dovere invecchiare! Ogni sera, a letto, mi viene questo pensiero; ed allora il cuore comincia a precipitare. Faccio la luce: prego,—noti bene, prego—mio marito di sentirmi il cuore. Si rifiuta! Un brutale, mio marito!
—I mariti sono quasi sempre brutali—sentenziò gravemente il dottore.
—Ah, ecco un medico che capisce!—esclamò la signora.
—Lei, invece—proseguì il dottore—è di indole dolce, amabile, ma ha la sua personalità...
—Il mio io... Certamente!
—Ella vede, per esempio, suo marito che divora beato una bistecca, mentre lei non può digerire, e allora in un impeto di giustificabile rivolta, scaglia la tovaglia per terra...
—Come fa a saperlo?
—Il suo male, signora—disse blandamente il dottore, e proseguì:—Lei deve possedere una memoria di ferro e quindi deve ricordare, enumerare tutti i torti di suo marito. Questo elenco, fatto quasi ogni giorno, supponiamo, porta all'autosuggestione, all'esacerbazione della voce, agli atti—diremo così—incoscienti. Poi segue un abbattimento, nausee, palpiti, cefalee...
—Ah, sì, mio marito è la causa di tutto!—esclamò la signora.—Oh, come capisce, dottore! Ecco, bisognerebbe che lui si sopprimesse.
—È un consiglio che non so se vorrà accettare, ed intanto veda, osservi gli effetti di questa iperestesia del suo «io subcosciente».