—Allora tutta grazia, tutta gentilezza con un rospaccio, con un istrice, con un orso, un villanaccio di quella sorta.

—Ecco, veda, troppe parole! rospetto, villanello tutt'al più. Si guardi come subito le rughe tirano in giù il labbro. Che cosa è la vecchiezza? Sono gli anni? Mai più! Sono i nervi che subiscono una lenta, irreparabile alterazione.

—Allora io dovrò essere una moglie come una di quelle che esistevano prima della proclamazione dei diritti della donna?

—Ecco, lei provi: e pensi che lo fa per suo bene e non per riguardo al marito: ma silenzio, assoluto silenzio. E come cura, moto, aria aperta, passeggiate in campagna, alla buona. Lei dice: Marx, mi conduci a spasso?

—Ma se non è buono di cogliere un fiore, di aiutare a passare un fosso...

—Glielo insegni, signora. La donna in queste cose è nata maestra.

Sommessamente intanto il paggetto dell'hôtel aveva avvertito che l'automobile era pronta. Pian piano, garbatamente, giù per le belle scale di marmo, l'illustre dottore accompagnò la signora sino al vestibolo, assicurando la più completa guarigione. Fuori rombava l'automobile.

La signora estrasse la busta col denaro.

—Sì, va bene—disse il dottore—ma faremo tutto un conto. Io devo ripassare fra un mese; e respinse la busta con gesto che non ammetteva replica.

***