— E me lo chiede? Perchè sarebbe stato un infelice, perchè il su' babbo è un poco di buono e io.... io, — e si strinse nelle spalle. — Io non ho più forza di essere una mamma come dev'essere una mamma, e quando le mamme e i babbi non possono essere buoni, è meglio che i figlioli se li prenda il Signore. Vede? Noi tutti si vive così, giorno per giorno, si pensa a tante cose, a questo a quello; ma quando si more, allora soltanto si capisce che cosa è la vita; allora ci è detta una gran parola, e lui poverino, veda, che aveva du' anni soli, capì, sì, capì e chiamò il su' babbo e la su' mamma con una certa vocina che non diceva altro che: «babbo, mamma, tu qui e tu qui!» cioè io da una parte e lui da un'altra; e soltanto quando ci mettemmo come voleva lui, sembrò contento e poi spirò. Ma se l'avesse sentita quella voce! pareva che sapesse tutto, tutto quello che era stato, e che lui ci giudicasse; e ci ha voluti l'uno di qua e l'altro di là del su' letto e teneva una manina su la mano di lui.... di Pasquà, e ci ha uniti per l'ultima volta con più santità che il prete all'altare quando ci sposò.
E la giovane donna che aveva parlato così sino allora, scoppiò in un urlo orrendo che atterrì Ambrogino, e la vide ritrarsi in fondo alla stanza, e gridò tre volte: — Signore! Signore! Signore! — e si buttò per terra, sul pavimento, con le braccia stese che faceva pietà.
Ambrogino guardò attorno impaurito che a quelle grida venisse qualcuno. Non c'era nessuno, ma già cadeva la neve e avvolgeva tutto nel silenzio.
Allora si accostò alla giovane quasi con sospetto, e si chinò e la levò su; le pulì le vesti che erano imbrattate, e col suo fazzoletto le asciugò il volto e non diceva nemmeno più «povera tosa», ma crollava il capo come per dire: «ma guarda che robe ci sono nel mondo!»
Dopo, per fortuna, la si riebbe da per sè, se no Ambrogino era deciso a chiamar gente, anzi dopo quello sfogo sembrò come sollevata. Sorrideva quasi e disse:
— Grazie, signor Ambrogio. Il Signore, che io l'ho sentito vicino, le renderà merito della sua carità: non mi sono potuta sfogare con nessun altro e mi sono sfogata con lei. L'avevo qui nella gola come una cosa dura; ora l'ho mandata fuori. Lui, povero martire, l'ha pagata per tutti, oh, l'ha pagata per tutti! gli ha fatto come Cristo; è morto lui per gli altri, lui povero cittino, solo, capisce? solo e senza difesa!
— Ma che la non si commuova più..., — supplicò Ambrogino.
— No, no, adesso sono tranquilla, sto bene.
— E lui? Pasquà?
— Lui? Oh, ha sofferto anche lui, sì, povero infelice, perchè d'animo non era cattivo. Ma quello che è spezzato non si attacca più. Liquidazione di tutto, le dico. Meglio così! Dopo che lui è passato, avrà bevuto più di una bottiglia di grappa: è diventato più feroce e più brutto di prima. Allora ci siamo accapigliati là, davanti a lui. Non voleva il prete e la croce, io la volevo. Finalmente ha ceduto. Ma ha detto che il cadavere lo vuol sbattere in faccia a qualcuno. Perchè ha detto che se era ricco, il su' figliuolino non sarebbe morto; ha detto, e mi ha fatto paura.