Nella sala di quella dimora le fiamme rodevano un grosso tronco di faggio sugli alari; la mensa era imbandita signorilmente e ogni cosa diceva che quella era la notte del Natale, che porta la pace ai cuori e la giovanezza all'anno.

*

Gli avi sedevano davanti al focolare.

Egli disse, arrivando con la mano ai capelli di lei:

— Ma sai tu, vecchia amica, che i tuoi capelli, benchè siano tutti bianchi, sono ancora belli? Dovevi avere trecce ben meravigliose, amica!

— Troppo tardi te ne sei accorto, — rispose ella sorridendo. — Di fatto erano assai belle ed ammirate. Io però le pettinavo le belle trecce solo per te, ogni mattina nella stanza piena di sole, con un pettine d'oro; ma, ohimè, tu in quel tempo eri assorto fra i libri per ricercare la Causa causante. Io non so se tu l'abbia trovata la Causa causante in tanti anni di studio: ma so che i miei capelli hanno fatto il loro viaggio verso il paese delle nevi, la primavera e il sole sono discesi alla loro fine, e tu amico non te ne sei accorto; e solo adesso li baci i miei bianchi capelli, che non hanno più vita.

— Sì, credo anch'io, — egli rispose, — che del tempo che Dio distilla con le sue preziose mani per noi, si poteva forse fare un uso migliore!

— Ve lo diceva io, bel signore? Adesso mi date ragione? Richiamate alla vostra memoria, di grazia, quante volte io battevo al vostro uscio:

«Chi è? cosa c'è?» domandavate con voce burbera.