«Niente: sono io, la tua sposina.»

«Che è, cosa vuoi?»

«Niente: c'è un bel sole fuori; andiamo a spasso col nostro bambino?»

«Non ho tempo; non mi disturbare; tu interrompi le mie ricerche su la Causa causante.» Voi rispondevate proprio così, bel signore, ve ne ricordate? E a pranzo? Vi assicuro che la vostra tavola era imbandita assai finamente perchè nulla sfuggiva alle mie cure. Ma voi mangiavate come trasognato.

«Balliamo, amico? facciamo a chi ride di più?»

Io, ti volevo dopo il pranzo dire queste parole, tanto era allegra allora, e ti voleva buttare le braccia al collo: ma le tue orecchie e i tuoi occhi parevano rivolti di dentro, e non mi avresti nè udita nè veduta! E questo non durò un giorno; ma molte generazioni di rose ebbero il tempo di rinnovarsi mentre tu ricercavi la Causa causante. Suvvia ora non lagrimare, le lagrime dei vecchi corrodono l'anima! oggi è giorno di festa e, se vuoi, fa onorevole ammenda: bacia le mani alla tua compagna fedele.

Egli le baciò le mani e trasse a sè quel volto che contemplò a lungo con le palme aperte: — Ecco, — disse, — attraverso le rughe io distinguo le linee del viso tuo giovanile, quand'io me ne innamorai. Chiudo gli occhi e ti ricontemplo ancora.

— Allora c'erano molte rose su la terra. Il sole faceva cantare le cicale, e la luna i rosignuoli, — disse ella melanconicamente.

*

Mentre così ragionavano e le fiamme del fuoco aprivano i molti involucri di cui le primavere involsero ogni anno il tronco del faggio, e crepitanti si staccavano, si velavano, si incenerivano; suonò un allegro riso; una corsa, uno strepito di ruote leggere rimbombò pel corridoio.