La piccola economia domestica che, prima, permetteva dei risparmi, ora non bastava più. «Non sei buono a farti sentire? — diceva la mammina. — Ma che marito sei?»

Spasimando, con lunghi discorsi, cercavo di farle capire la necessità per lei, per noi, per nostro figlio — perchè avevamo anche noi un bambino — di vivere più modestamente. Cercavo in tutti i modi di penetrare nel suo cervello; ma sentivo che sotto c'era come una pietra, dove si spezzavano tutte le mie ragioni.

«Vuoi che vada a domandare i denari ai tuoi amici?»

Ella aveva l'intelligenza delle parole brutali. Io le elencavo tutte le cose superflue della sua toilette.

«Via, che se io non fossi così, non ti piacerei come ti piaccio....»

Ella, così prude, così osservante di tutte le convenienze, aveva nell'intimità scatti di impudicizia che mi atterrivano. Ah, signore! signore!

La vita, in casa, divenne un terrore. «Nemmeno il diavolo la doma più», diceva la povera mammina.

Lei ripeteva a me: «Tu hai tradito la mia vita!»

«Ma io l'ho pure questa forza di sacrificio!» le dicevo io.

«Ma a te nessuna donna ti guarda, io invece....»