LA BISCIA.

L'ingegnere Enrico M..., comproprietario della ditta Gerosa e Comp., ritornava a Milano dopo una lunga assenza, per ragioni di affari.

Ci pensò per tutto il viaggio da Genova a Milano: ma non agli affari che andavano benissimo. Per tutto il viaggio fra quegli ignoti sonnacchiosi dentro i loro pastrani, l'avea riveduto il visino ridente, la testolina d'oro che danzava e cantava:

Son bellino son carino

Sono il cocco del papà.

Questa era per il babbo, e poi c'era la poesietta per la mamma:

Cara mamma del mio cuor

Tu sarai sempre l'amor.

Il treno faceva ta, ta, tan! ta, ta, tan! precipitosamente, e la testolina dondolava anche lei in alto su la reticella, e la vocina cantava più forte del treno: