— Vede, signor Manzi, che inesplicabili terrori? Guardi, si è fatto pallido, trema tutto; è un fenomeno impressionante.

— No, mamma, non ci vado solo. Ho paura, ho paura: la biscia!

— Lolò ha veduto una biscia, signor Manzi?

— Mai, che io sappia: qui di biscie non ce ne sono. Perchè, piccolo Lolò, non vuoi ubbidire alla mamma? Di sopra non c'è nessuno. Vedi? Tutte le finestre sono aperte, noi ti sentiamo di quaggiù. Va dunque, ubbidisci.

La signora aggiunse: — Lolò, voglio che tu ubbidisca.

Ma il bambino trema tutto e l'occhio si fissa su di un punto con un'espressione di terrore.

— Aspettiamo un po' e poi vediamo di persuaderlo con le buone — disse Bismarck.

— Aspettiamo; ma non voglio che si abitui pauroso. Ora però mi ricordo che altre due o tre volte si è destato in piena notte, d'improvviso, con un urlo disperato. Lo abbiamo preso nel nostro letto, io e suo babbo: abbiamo acceso il lume e gli abbiamo fatto vedere che non c'era nessuno fuori che noi due. Stava con gli occhi dilatati e guardava sui cuscini, fra le coperte del letto. Una pena! Ora il fenomeno si ripete. È strano, di giorno.... Ma non lo dica a mio marito. Lui, Lolò, quando gli è passata, non se ne ricorda più.

— Di', Lolò — disse il signor Manzi —, vuoi che andiamo insieme di sopra a prendere le forbici della mamma? Ti farò vedere io che non c'è proprio niente.

— Se mi prendi in braccio; se mi terrai su in alto, ma alto!