La signora è partita alcuni giorni prima per Milano dove porrà in assetto tutta la mobilia dell'appartamento, giacchè è anche deciso di stabilirsi per sempre nella villa. Ella così vuole. È partita con la cameriera, una allegra giovanetta, e raggiungerà il marito e il figlio a Noli.

Oggi sono partiti: il signor Enrico e Lolò in carrozza per la stazione di Y***, dove passa il treno per Genova.

Quante cose felici erano giunte tutte in una volta per il piccolo bambino! la Primavera, la Pasqua, il viaggio! E la tiepida aurora nel giorno della partenza lo aveva destato prima dell'ora, susurrandogli amiche cose; ed i bimbi si destano e cantano.

Si destò, e fu per lui desta tutta la casa.

La vecchia fantesca, in mancanza della mamma, gli ravviò i capelli, quella mattina, lo pulì, e ce ne volle della pazienza perchè egli avea gran fretta, chè il treno partiva! Salì nella carrozza col babbo; e rivolto indietro:

— Addio Marta — diceva —, ti porterò la ciambella di Pasqua!

*

Poichè la testa bionda di Lolò fu disparita, e la vecchia fantesca risalì piano piano le scale.

«Oggi, signori, sarà una giornata di grande lavoro: voi dovete quindi essere buoni e ubbidienti e farvi ben pulire, perchè è Pasqua». Parlava ai mobili.

Era una buona bestia da lavoro la Marta, e siccome gli altri non parlavano troppo con lei, lei parlava alle casseruole, ai mobili e alle galline.