Da una stanza apparve una donna, la quale chiese alla giovane distintamente e con premura:

— È il marito quello lì?

— No, quello è il signore a cui abbiamo telegrafato dopo — rispose la giovane accostandosi alla donna.

— Ah! — fece costei come a dire: «allora è un'altra cosa» e — venga pur avanti — completò il suo dire, — ma piano, come può: anch'io sono poco pratica di questa casa. C'è almeno un lume, la mia tosa? — domandò alla cameriera.

— Adesso vado a vedere se trovo un'altra candela, ma sarà un affar serio: il droghiere ha già chiuso.

— Immagini — seguitò quella donna a dire al signor Manzi — che per scaldare un po' d'acqua, per fare un po' di brodo abbiamo dovuto accendere il carbone. E per trovare una tazza, i tovaglioli ce n'è voluto!... Era tutto fatto su. Oh, finalmente!

E la chiusa del discorso fu rivolta alla cameriera che entrava con una lampada a petrolio.

— Ho trovata questa qui sopra il camino: sento, era piena di petrolio.

— Allora siamo signori — disse quella donna. — Io ho mandato la portinaia alla società del gas perchè venissero a slegare il contatore, ma sì!

Allora il signor Manzi trovò il momento di domandare a quella signora, chi era.