Così tu, mio stravagante pittore, che hai ne la mente la tua grande arte e le tue fantasiose figure, devi dipingere per le masse. Che cosa? io non saprei dirtelo. So che devi dipingere per le masse; se no, crepa di fame.
È innegabile che noi ci troviamo di fronte ad una nuova specie di tirannide e delle più crudeli; e fin qui nulla di nuovo giacchè la tirannide vi fu e vi sarà sempre fra gli uomini; ma la cosa notevole è che non ce ne avvediamo o non abbiamo il coraggio di confessarla. E pure in nessun tempo si è tanto imprecato contro la cieca e feroce ignoranza teocratica che ardeva Giordano Bruno e impediva a Galileo di affermare una verità di natura! Ma che cosa si dovrebbe dire della odierna tirannide di tanto più paurosa in quanto essa non risiede in un individuo nè in un ceto di persone ma nell'universale?
Con tutto ciò è un fatto notevole e da un certo punto di vista meraviglioso questo miglioramento fisico ed intellettuale delle masse per quanto sia a discapito degli individui migliori, e certo è una grande vittoria contro questa terribile e muta Sfinge che è la natura.
Ma a me pare che essa intenda, e seguendo certe sue leggi di fatale equilibrio, prepari la tarda vendetta contro il piccolo uomo che l'ha voluta correggere del suo divino errore e strappare ha osato le bende entro cui si avvolgea.
I degenerati superiori, come li chiamano gli scienziati, di cui è tipo il nostro pittore, finiranno per iscomparire; e sia pur pace con loro, se pace almeno fosse per essere con quelli che rimarranno.
Ma così verosimilmente non sarà. Perchè io temo che questo allevamento delle moltitudini e delle masse quanto più crescerà di raffinatezza e di estensione, tanto più metterà allo scoperto una infinità di germi gretti e malefici, di cattivi e bassi istinti che senza quell'allevamento sarebbero rimasti sterili o occulti o oppressi dagli uomini, veramente migliori. Già se ne vedono i segni.
Chi avrà un da fare enorme saranno gli scienziati nel registrare tutti i nuovi fenomeni di criminologia e di degenerazioni devianti dalla salute perfetta dell'uomo modello. Gran sventura che gli organismi debbano nascere nell'utero delle donne con fatali leggi e non si possano invece formare secondo le dosi di una ricetta razionale entro un laboratorio di chimica!
Queste cose ho voluto dire al nostro giovane pittore affinchè si persuada a non scrivere più altre rime sul modello delle Scaglie roventi e si convinca a non prendersela contro nessuno: non contro Dio che è troppo lontano, non contro la borghesia che non ce n'ha colpa e pensa a ben altro, non contro i socialisti i quali non hanno altro torto se non di dire: questa è pasta da far gnocchi!
Il meglio è che tu rompa il pennello e ti butti a qualche mestiere.»