Io penso anche che se i più famosi e savi personaggi delle età trascorse, come guerrieri, filosofi, artisti, dovessero rivivere nel nostro tempo, si troverebbero in gran disagio e le loro virtù geniali che tuttora ammiriamo ne le storie e ne le opere che rimangono, finirebbero con lo scomporsi in forme stravaganti e ridicole.
E un altro fatto pure è notevole: mentre i più belli esemplari della famiglia umana si vanno perseguitando e finiscono per iscomparire, è un fatto innegabile che con molto amore e con infiniti mezzi si allevano e si migliorano quelli che sono tipi inferiori, tanto dal lato fisico come dal lato intellettuale, i quali la natura tenderebbe a rendere sterili o ad uccidere in breve tempo.
E questo fatto lo si considera come una delle più grandi conquiste della civiltà e del progresso, una delle glorie indiscutibili del nostro secolo. Ed è vero, e come negarlo?
Bisogna però anche concedere che le democrazie sociali verso cui camminiamo sono per avere una ragione fisiologica oltre quelle che hanno di natura economica e storica.
Oggi, ad esempio, la scienza medica e l'igiene hanno trovato il modo di vincere tante infermità che prima conducevano a pronta morte. Etici, rachitici, scrofolosi, epilettici, che so io, si curano o per lo meno si portano ben avanti nel tempo; anche i deformi, i muti, i cretini, i piccoli delinquenti si allevano in massa, si raddrizzano e si adattano alla vita sociale.
Anche lo stupefacente estendersi degli asili, delle scuole di vario grado non è senza una ben potente ragione di volontà universale; perchè è fuor di dubbio che le scuole, oltre a molti nobili fini che si propongono, sono diventate nel fatto una specie di lungo e raffinato stabilimento di incubazione dove i meno forniti di intelligenza giungono al grado voluto di maturità per entrare poi nel torrente vivo della vita. Solo per questa ragione voi vi spiegate tutte le minuzie dei metodi pedagogici, la moltiplicità delle materie, il frazionamento in piccolissime dosi di quelle discipline che sono a pena un po' astruse: e questo metodo che sembra assurdo anzi dannoso per uno scolaro di intelligenza vera e forte, diventa invece razionale e proficuo per l'allevamento dei piccoli idioti o semi idioti delle presenti e future democrazie.
Questo esercito di deformi, mantenuto a spesa dei più adatti alla vita, finisce un po' per volta col diventare suscettibile di miglioramento, di energie e di riproduzione, ed acquistando forza dal grandissimo numero, si sovrappone con una concorrenza disastrosa e con un'energia feroce in proporzione della conoscenza della loro originaria inferiorità. Eccone un piccolo saggio: Ad un tavolino da caffè, in una grande città industriale, ho udito questo dialogo autentico. Un signore con moglie e quattro figli si siede presso un giovane, e battendogli su la spalla, gli dice famigliarmente:
— Caro amico, ho letto il vostro libro di poesie: ma, scusate, non mi accordo col giudizio del giornale tale, della rivista tal'altra che ne fanno un mucchio di elogi.
— Mi dispiace: vi trovate de' difetti? è scritto male? i caratteri non vi paiono veri? vi scarseggia il sentimento, il senso del bello, le considerazioni? — domandò l'altro timidamente.
— Questo non so, anzi, vi sarà tutto ciò che voi dite; anche troppo! Il difetto è — aggiunse in tono reciso e di rimprovero come quel tal bravo a don Abbondio — che voi artisti non scrivete per le masse. Dovete lavorare per le masse, avete capito? A questo solo patto, vi concediamo di essere artisti. Altrimenti non avete ragione di esistere.