— Di fatti me ne ha detto qualcosa — mormorò la giovane. — Ma e suor Angela.... e Antonio?....

— Quelli dormono della quarta — rispose Lisetta sprezzantemente. — Infine faccia una cosa: vada in fondo al corridoio, giri la chiavetta della porticina a vetri, e chi vuole che venga a cercare di lei?... E poi la sua stanza si può dire come separata dal resto dell'appartamento; può fare anche del rumore che nessuno sente niente....

Lisetta seguitava a parlare, Nora rispondeva e interrogava a monosillabi.

Fuori, in lontananza, luceva la luce bianca sopra il festival in quell'ultima notte di carnevale.

II.

Quante ore della notte erano trascorse quando Febo si svegliò? Era essa giunta alla metà del suo corso, ovvero le ore fuggivano verso l'aurora?

Fuggivano verso l'aurora. Ma i cavalli del sole dormivano pur ne le stalle d'oriente; soltanto dietro le nebbie le stelle s'inchinavano all'orizzonte.

La casa era profondata nel sonno; ma i geni dell'inguaribile male vigilavano e minavano con maggior fretta le loro caverne; e rallegravano il loro lavoro con un rantolo gorgogliante continuamente nel sonno.

Si destò Febo soffocato dalla tosse, la quale scoppiò con un urlo che avea dei suoni laceranti come di metalli spezzati, e risonava nel silenzio e ne la notte così lugubre che pareva il grido di vittoria della Morte cavalcante la sua caccia selvaggia.

Il sudore gemeva alle radici dei capelli, alle ascelle, al collo, con un senso di orripilazione e di caldo febbrile.