Poichè pezzente e misero

mi veggo, e come fossi un vil carcame

i felici mi fuggono

ed è compagna mia solo la fame

. . . . . . . . . . . . . . [1]

Oh, ma mi faranno il processo, mi faranno — diceva a questo e a quello il nostro pittore e poeta —, e mi voglio difendere io e allora ne sentiranno!....

Per ventura ci fu un'anima pietosa che lo dissuase e con buone ragioni perchè gli disse: — Se tu parli come ne hai l'intenzione, ti legano e ti mandano a far compagnia alle tue Scaglie roventi. Ti difenderò io se tu lo vuoi.

— Ma tu sei un borghese e un brigante... rispose il giovane pittore; e se per avventura alcuno non lo sapesse, dirò che la voce di «brigante» costumasi dare abitualmente a coloro che sono di opinioni moderate e conservatrici. È una figura retorica che è in uso laggiù!

Ma tanto disse e fece che quegli promise di farsi difendere. La cosa si riseppe e se ne fece un gran parlare, perchè il sig. C***, difensore improvvisato, era noto per le sue idee regressive, anzi per le continue intransigenze contro ogni novità. Avea in sua gioventù viaggiato e studiato ed anche avea nome di uomo di talento, qualità punto pregiata in quella città per la semplice cagione del soverchio numero di talenti che quivi attecchiscono.

Il sig. C*** faceva da molto tempo il gentiluomo di campagna e ci teneva tanto alla sua proprietà che quando gli parlavano di collettivismo rispondeva semplicemente che per suo conto li avrebbe difesi a fucilate i suoi poderi. Queste affermazioni sanguinarie, comuni del resto in Romagna, non è a credere che gli togliessero dimestichezza e facilità pur con gli stessi avversari: e la ragione è che in quei paesi un po' selvaggi e primitivi, vi fiorisce per buona ventura un certo senso di bonarietà e di umana semplicità e gentilezza che vale ad attutire le fierezze e gli odi di parte, ed accomuna gli uomini di varia fortuna e natura.