[222.] Chiala, Lettera del Cavour alla contessa A. De Circourt, 22 luglio 1859.
[223.] «L'avventura italiana ebbe nel regno di Napoleone III l'aspetto amabile, ancorchè ingannevole, di una popolarità sincera, e tale anche oggidì è considerata: tanto è vero che l'umanità si affeziona a ciò che un giorno la sedusse, anche se essa poi ne fu ingannata». Così un autore francese. Pierre De Lano, L'Empereur, pag. 134.
[224.] Pierre De La Gorge, Histoire du Second Empire, II, pagina 448.
[225.] Chiala, III, XLI.
[226.] Chiala, III, pag. XLV. Il segreto della cessione della Savoia era trapelato, pare, anche per indiscrezione di Napoleone stesso. Vedi Chiala, III, XLIV in nota. «Cavour aveva acconsentito a pagare il servizio della Francia in natura, cioè con belle e buone provincie appartenenti da tempo immemorabile alla casa di Savoia, perchè non voleva essere costretto a pagare più caro ancora, cioè con una dipendenza troppo assoluta e un vassallaggio troppo completo, pur sapendo che un simile sacrificio gli sarebbe stato amaramente rimproverato». Così il conte D'Haussonville nel citato articolo del 15 settembre 1862 nella Revue des Deux Mondes.
[227.] Bonfadini, Vita di Francesco Arese, lettera del Cavour, pag. 165.
[228.] «La questione italiana ha raggiunto uno stadio in cui ogni speranza di poterla sopprimere, sopire per lungo tempo indugiare, sarebbe non solo immorale, ma follia.» Mazzini, X, pag. 255.
[229.] Chiala, III, pag. 57.
[230.] Chiala, III, pag. 28.
[231.] Ib., III, pag. 55.