[421.] Castelli, Ricordi, pagg. 318, 319, e Chiala, VI, pag. 417.

[422.] Per servire all'Indipendenza italiana feci la guerra contro la volontà dell'Europa e tostochè le sorti del mio paese poterono essere poste in pericolo, io feci la pace.

[423.] De La Gorge, op. cit., III, pag. 69.

[424.] Randon, Memorie, II, pag. 36.

[425.] «La Colonna splendea come un faro» (Carducci).

[426.] Alla domanda del Kossuth: «Sire, siete voi disposto ad accettare una pace che non risolva la questione italiana?» aveva risposto: «A meno di non essere battuto o d'esservi costretto da una mediazione armata dell'Europa, io non accetterò una simile pace». (Vedi Kossuth, Souvenirs, pag. 305). Questo colloquio è per intero riferito dal Chiala, III, CLXXXVI e segg. Del colloquio e dei grandi progetti dell'Imperatore il Cavour fu informato dal Kossuth, ritornato in Torino. In relazione a queste cose è la riferita lettera del Cavour al La Marmora, del 6 luglio, in cui discute il grave urgente problema militare; manda al diavolo i teorici (Iomini), e termina con le parole: «se le cose continuano ad andare come vanno, una disgrazia ci capiterà un giorno o l'altro». Il Chiala fa seguire dei puntini, qui come altrove. Vedi Chiala, III, pag. 105.

[427.] Nell'articolo X degli statuti della società segreta Esperia, fondata dai fratelli Bandiera (R. Pierantoni, I fratelli Bandiera, Cogliati, 1909) è detto: «Non si facciano, se non con sommo riguardo affiliazioni tra la plebe perchè dessa quasi sempre per natura è imprudente e per bisogno corrotta. È da rivolgersi di preferenza ai ricchi, ai forti ed ai dotti, negligendo i poveri, i deboli e gli ignoranti; si tentino gli animi calmi e generosi, si lascino andare i freddi e gli indecisi; meglio i celibi che gli ammogliati, i giovani che i vecchi».

[428.] Lettera del principe Napoleone in data 9 giugno 1859, diretta al Buoncompagni, comunicata per copia all'Imperatore. La riporta nei passi qui riferiti, il Chiala, op. cit., III, CXCIX.

[429.] Vedi Relazione dello Stato Maggiore prussiano sulla campagna del '59, (Berlino, 1862). «Aggiungiamo il cattivo umore dell'Imperatore a causa dei diportamenti di Vittorio Emanuele, di cui gli sforzi per darsi una posizione, la più indipendente possibile, diveniva di giorno in giorno più evidente».

[430.] Chiala, III, pag. 414. Consigliavano Napoleone di lasciare questi italiani da soli a sbrigarsela. I soldati d'Africa dicevano che il calore delle bassure del Mincio era peggiore che quello d'Africa. (Dal carteggio di un generale sardo.)