[441.] «.... L'Inghilterra non ha ancora fatto niente per l'Italia. Adesso è la sua volta. Io mi occuperò di Napoli. Mi si accuserà di essere rivoluzionario. Ma prima di tutto occorre marciare avanti, e noi marceremo». Così il Cavour, secondo il racconto dell'amico De la Rive, op. cit., (Chiala, III. CCXXIX) dopo Villafranca. (Vedi nota a [pag. 75].)
[442.] Chiala, III, CCXXI.
[443.] Vedi Monitore, 9 settembre 1859 in Chiala, III, CCXXXVI.
[444.] «L'annessione della Toscana al Piemonte presenta maggiori difficoltà che non l'annessione delle Romagne. Se l'annessione valicasse gli Appennini, l'unità sarebbe fatta, ed io non voglio l'unità, voglio l'indipendenza soltanto. L'unità mi procurerebbe dei pericoli nella stessa Francia a cagione della questione di Roma; e la Francia non vedrebbe con piacere sorgerle al fianco una grande nazione che potesse diminuire la sua preponderanza». Parole di Napoleone al Pepoli, 15 luglio 1859. Vedi Chiala, III, CCXXXVIII.
[445.] Vedi i famosi discorsi del Cavour al Parlamento in Torino per ottenere la legalità e la sanzione del voto per la cessione di Nizza e Savoia (Chiala, vol. IV, prefazione); vedasi tutta la corruttela elettorale fra quelle popolazioni, prima supplicanti di non essere staccate dalla Casa di Savoia, indi votanti l'annessione alla Francia. Vedi le miserevoli, discusse questioni dei confini nelle lettere dell'Arese all'Imperatore. (Bonfadini, Vita di Francesco Arese.)
[446.] Chiala, IV, LXII.
[447.] Ib., III, CCXXVI.
[448.] Bonfadini, op. cit., pag. 418.
[449.] «Io ero per la federazione: era un partito più savio: ma accetto l'unità — dichiarava poco prima di Aspromonte al Pepoli. — Però non posso andarmene da Roma. La questione religiosa è gravissima in Francia. Coglierò con grande conforto un'occasione propizia d'andarmene, ma ora non posso. V'ha debito per me d'onore di custodire il Pontefice». Vedi lo scritto Da Aspromonte a Mentana in Nuova Antologia, 1 gennaio 1900. Vedi Bonfadini, op. cit.
[450.] «Fatalmente (Napoleone) è condotto ad un atto di autorità o ad un atto di libertà». Vedi Lettera del Nigra al La Marmora, in Chiala: Ancora un po' più di luce, pag. 83.