Prima[(Introduzione storica)]Pag. 1
I.[Cavour]41
II.[Napoleone III]81
III.[Il colloquio di Plombières]129
IV.[L'opera di Cavour e l'opinione publica]149
V.[Il grido di dolore]163
VI.[Le alternative di pace e di guerra]193
VII.[Perchè Napoleone III volle la guerra d'Italia]229
VIII.[La crisi del Congresso]255
IX.[L'ultimato dell'Austria]269
X.[Cavour stratega]281
XI.[Napoleone al bivio]297
XII.[Magenta e Solferino]315
XIII.[Villafranca]337
XIV.[Dopo]381

a quelli di mia gente che ebbero parte nella opera
della redenzione della patria
Giovanni Panzini (1815), Olinto e Ulisse Panzini (1845)
Zaccaria Panzini (1848)
Emilio Panzini (1860, Urbino e Fossombrone).

Prima.
INTRODUZIONE STORICA.

Nel secolo passato, come si diceva sino a nove anni addietro; ora diremo nel secolo XVIII, le guerre duravano molti anni. Anzi si può dire che tutta la prima metà di quel secolo così singolare, che comincia col Metastasio e finisce con la «Marsigliese», fu tutta una continuazione di tre guerre, che si trascinarono per la bellezza di quarant'otto anni, qua e là per l'Europa come una pestilenza.

I popoli, cioè i fedelissimi sudditi, avevano da tempo osservato che dietro alla guerra veniva spesso la peste vera e la carestia e perciò si erano abituati a notarle come tre fatalità, e pregavano il Signore di tenerle lontane:

a peste, fame et bello, libera nos, Domine!

Ma che fossero una fatalità non pare proprio, se è vero che i serenissimi principi potevano a loro talento scatenare i nembi di queste guerre come Eolo faceva dei venti.

Bene è vero però che in quella prima metà del secolo, all'infuori di eserciti imperiali, cioè austriaci e alemanni da un lato ed eserciti gallo-ispani dall'altro, densi di archibusi, e comandati da marescialli imparruccati, instivalati, isperonati, e loro coorti, altri nembi non cavalcavano per l'aria serena. Il nembo della ribellione era tuttora nel cervello dei filosofi e appariva in forma di leggiadre nuvolette, come il polline dei fiori. Anzi quando la tempesta del fiero Marte s'era trasportata d'uno in altro paese, dalle riposate ville o dai bei palagi qualche Nice incipriata udivasi sospirare: